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Assistenti famigliari, lo studio: sono in calo e sempre più anziani
Sono in calo e di età media sempre più alta le persone, per la quasi totalità donne, che svolgono l’attività di assistente famigliare.
È la fotografia emersa da uno studio realizzato su circa 300 lavoratrici in regola che operano per le famiglie associate a “Noi con Voi”, realtà con sede a Montebelluna. Hanno tipologie di contratti diversi (conviventi, assistenza notturna, colf, ecc.) e lavorano in differenti località venete.
La gran parte delle assistenti familiari opera per conto di una persona, ma in alcuni casi presta la propria attività a più componenti del nucleo famigliare. “Sono tutte contrattualizzate ovvero regolarmente assunte dalle famiglie dell’associazione – spiega il presidente, Pio Grollo - e questo a giusta tutela loro e delle famiglie, a riconoscimento e per rispetto dell’importanza del lavoro di cura alla persona fragile, e come presupposto della necessaria accoglienza e inclusione che questo tipo di contesto richiede”.
Appartengono a 30 nazionalità differenti, per due terzi provengono da paesi europei (Romania, Ucraina, Italia e Moldavia). E’ in crescita il numero di assistenti familiari nate in Africa, prevalentemente in Marocco, e in centro-sud America. Solo il 2,6% proviene dai Paesi dell’Asia. L’età media è piuttosto elevata, dato che tre quarti del campione analizzato ha tra i 47 e 66 anni; il 10% è addirittura nato negli anni ‘50, mentre solo il 5% ha meno di 37 anni. Le assistenti provenienti dall’Europa dell’Est sono quelle con l’età più alta, dal Marocco arrivano le più giovani, mentre le italiane si collocano nella fascia di mezzo.
“In questi anni – commenta Grollo - c’è stato poco ricambio, il flusso è diminuito e per motivi diversi ha preso la via del lavoro irregolare, non contrattualizzato. Le lavoratrici provenienti dall’Africa e dall’America latina sono più giovani e hanno approcci differenti al lavoro di cura-assistenza dell’anziano, ma anche della casa e del cibo. Hanno modelli culturali-religiosi che potremmo dire più lontani, hanno storie e prospettive di vita che rendono la loro inclusione più complessa, più articolata. La componente italiana è molto eterogenea e con motivazioni al lavoro di cura assai differenziate. Riteniamo necessario che sia la comunità nella sua interezza a dover dare risposte al bisogno di assistenza familiare. Per questo servono programmazione e condivisione da parte di tutti gli attori coinvolti. Il singolo e la famiglia non vanno lasciati soli, le assistenti familiari non vanno lasciate sole”.
Per acquisire maggiori competenze nell’assistenza a persone fragili, specie anziane, è stato organizzato un corso per abilità di base, rivolto ai familiari e alle assistenti familiari.
“Sono stati in tutto sette incontri – spiega il presidente Grollo -, tutti molto operativi, della durata effettiva di un’ora e mezza, destinati a imparare come ci si deve comportare, come fare in situazioni molto concrete: intrattenimento, alimentazione, igiene, movimentazione, incidenti domestici. Il corso è stato riconosciuto dal Piano di Zona del distretto di Asolo e ha avuto il patrocinio del Comune di Montebelluna”.
Sono state una trentina le partecipanti di nove nazionalità diverse e di età compresa tra i 18 e i 65 anni. A ventitré di loro, che hanno presenziato ad almeno metà delle lezioni, è stato consegnato un attestato di partecipazione. Il corso è stato realizzato da “Noi con voi” assieme alla cooperativa sociale “L’incontro”, in collaborazione con la casa di riposo Umberto I di Montebelluna.



