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Da gennaio a giugno 25 morti sulle strade trevigiane, 5 in più di un anno fa

Nei primi sei mesi del 2026, da gennaio al 30 giugno, sono 25 le persone che hanno perso la vita in un incidente stradale nel territorio della Marca trevigiana: guardando alle principali dinamiche e giorni della settimana in cui si concentrano gli incidenti mortali, emerge come la fuoriuscita autonoma in rettilineo sia la causa più frequente (40%), e come i giorni tra venerdì, sabato e domenica siano quelli più critici (solo in questi 3 giorni si è verificato il 52% dei sinistri fatali)

Si è oggi una riunione della Conferenza provinciale permanente sulla sicurezza stradale e Osservatorio provinciale sul monitoraggio degli incidenti stradali, presieduti dal Prefetto, alla presenza del presidente della Provincia, dei sindaci dei Comuni della provincia di Treviso, dei rappresentanti di Questura, Polizia stradale, Comando provinciale dei carabinieri, Comando provinciale dei vigili del fuoco, Conferenza dei sindaci, Associazione Comuni Marca trevigiana, Motorizzazione civile, Aci, Suem 118, Enti concessionari delle strade.

Durante l’incontro sono stati condivisi i primi risultati, provvisori, elaborati dal Centro di Monitoraggio Incidenti Stradali della Provincia di Treviso, che, in sinergia con la Prefettura di Treviso, analizza e rileva gli incidenti che si verificano nel territorio, dati in valore assoluto che tengono conto anche di decessi per malore e in Autostrada. Nei primi sei mesi del 2026, da gennaio al 30 giugno, sono 25 le persone che hanno perso la vita in un incidente stradale nel territorio della Marca trevigiana: guardando alle principali dinamiche e giorni della settimana in cui si concentrano gli incidenti mortali, emerge come la fuoriuscita autonoma in rettilineo sia la causa più frequente (40%), e come i giorni tra venerdì, sabato e domenica siano quelli più critici (solo in questi 3 giorni si è verificato il 52% dei sinistri fatali).

Come ogni anno la Provincia, in qualità di referente Istat, redige un quadro dell’incidentalità stradale che, a fine anno, sarà inoltrato all’Istituto nazionale per le successive fasi di verifica e certificazione.

Numero delle vittime, mesi e giorni più critici

Secondo quanto rilevato dal Centro di monitoraggio della Provincia, le vittime registrate alla data del 30 giugno 2026 sono 25, cinque in più del 2025. Giugno quest’anno è stato il mese più critico del semestre (6 vittime, 1 l’anno scorso nello stesso mese), seguito da marzo (5 vittime, 2 nel 2025). Il mese con il maggior numero di un picco a giugno (6 vittime) e a marzo (5 quest’anno). Venerdì il giorno con più vittime nei primi sei mesi (6), ma è in tutto l’arco del weekend (tra venerdì, sabato e domenica), che si concentra il 52% dei cittadini che hanno perso la vita a causa di un incidente (13 su 25 le vittime in questi tre giorni), andamento che rileva, dunque, una maggiore esposizione al rischio nei fine settimana. Non emerge, invece, una concentrazione netta in una singola fascia oraria: gli incidenti mortali si distribuiscono in modo relativamente uniforme dalle 6 alle 22, con un picco osservabile nella fascia 6:00–10:00 (7 vittime), corrispondente agli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola. Un dato che si discosta da un luogo comune che associa la mortalità stradale soprattutto alla notte (sono state 4 le vittime nella fascia notturna, 22:00–6:00).

Analisi fasce d’età

I cittadini sopra i 60 anni e i giovani under 30 si confermano, come fasce d’età più coinvolte negli incidenti mortali, ma il divario, rispetto agli anni precedenti, si assottiglia: sul piano anagrafico, il 36% delle vittime ha più di 60 anni (9 su 25), mentre il 28% ne ha meno di 30%, con una leggera prevalenza di motociclisti (4 su 7). Nel 2025, da gennaio a metà luglio, i giovani under 30 erano stati il 43% delle vittime (si registra, in questo senso, una diminuzione quest’anno di -15%).Si tratta quindi di due popolazioni a rischio ben distinte: l’anziano come pedone fragile, il giovane coinvolto, in particolare, come conducente di veicoli a due ruote. Il 76% delle vittime complessive è di sesso maschile (19 su 25).

Dinamiche più frequenti negli incidenti mortali

La dinamica più frequente è la fuoriuscita autonoma (8 casi su 25, il 32,0% del totale) – tipicamente riconducibile a perdita di controllo, velocità non adeguata o mancato rispetto della propria carreggiata di corsa. Seguono lo scontro frontale e l’investimento di pedoni (4 casi ciascuno).Gli scontri frontali e frontali-laterali hanno provocato, insieme, quasi un terzo delle vittime e sono avvenuti prevalentemente su rettilineo: un potenziale indizio di manovre di sorpasso azzardate o invasione di corsia.

Osservazioni

Il dato più significativo emerso dall’analisi, ai fini delle politiche di prevenzione, è che quasi la metà degli incidenti mortali (48%) ha coinvolto un’utenza vulnerabile: pedoni (4 casi, che hanno tragicamente coinvolto soprattutto persone in età avanzata, di 68,83,86 anni e una vittima di 57), ciclisti (coinvolti in 3 eventi), motociclisti o ciclomotoristi (7 incidenti mortali, con prevalenza delle fasce d’età più giovani: 19, 25, 29, 37 anni).

Attività sanzionatoria e violazioni al CdS

In merito all’attività di contrasto, il totale dei provvedimenti sanzionatori adottati nel primo semestre 2026 è di 1643. Si rileva un calo delle infrazioni per mancato uso delle cinture, per uso del cellulare e guida in stato di ebbrezza alcolica, mentre emergono delle criticità rispetto agli episodi di eccesso di velocità e guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, con un aumento delle sanzioni rispettivamente del +200% e +32%.

Nello specifico, per le infrazioni di cui all’art. 186 Cds (guida in stato di ebbrezza), sono stati adottati 480 decreti di sospensione della patente, mentre per le violazioni ex art. 187 Cds (guida in stato di alterazione per l’uso di sostanze stupefacenti), 72.

Per quanto riguarda le altre violazioni amministrative registrate, si segnala come le sanzioni per uso del cellulare alla guida sono state 331, a cui si aggiunto le sanzioni per altre tipologie di violazioni, quali quelle per guida contromano o sorpasso vietato, per un totale di 765.

Gli interventi di Donadel e Sidoti

“L’analisi condotta dal Centro di Monitoraggio Provinciale degli Incidenti Stradali, con le indagini del nostro Ufficio Statistica e con la collaborazione della Prefettura, delle Forze dell’Ordine e di tutti gli organi rilevatori, evidenzia in questo primo semestre un aumento dell’incidentalità mortale: sono state 5 in più le vittime in questi primi sei mesi del 2026, rispetto al primo semestre 2025, e le fasce d’età più colpite si confermano quelle dei cittadini sopra i 60 anni e i giovani con meno di 30 anni, coinvolti specialmente, in quest’ultimo caso, in moto – le parole di Marco Donadel, presidente della Provincia di Treviso - L’Ente Provincia, dai primi anni Novanta a oggi, ha portato avanti numerose iniziative, di sensibilizzazione e di formazione vera e propria, per contribuire a diffondere una maggiore cultura della sicurezza: un contributo che sicuramente, nel tempo, ha aiutato a rendere più consapevoli cittadine e cittadini sui potenziali rischi al volante. Nel ‘91, le vittime sul territorio erano 182; dieci anni dopo, nei primi anni Duemila, 151; dopo un altro decennio, sono dimezzate, arrivando a 82, raggiungendo gli obiettivi del “Libro Bianco” dell’UE. L’anno scorso, il dato storico più basso mai registrato negli ultimi 35 anni. Doveroso sottolineare, però, che stiamo parlando di vite spezzate: anche una sola persona che perde la vita, mentre va al lavoro, a scuola, o semplicemente passeggia per strada, è una drammatica e tragica perdita per tutta la comunità. Sono convinto che la sicurezza stradale non si costruisce con un singolo intervento, ma attraverso una strategia complessiva che unisce infrastrutture moderne, manutenzione costante, educazione e collaborazione tra enti. Una linea che ho ricordato anche giovedì scorso durante il Consiglio Provinciale, con l’approvazione del DUP 2027-2029”.

Il Prefetto della provincia di Treviso, Angelo Sidoti, sottolinea l’importanza delle attività della Conferenza Permanente e dell’Osservatorio sul monitoraggio degli incidenti stradali, sede in cui, grazie all’analisi dei dati sull’incidentalità, è possibile fornire direttive alle polizie locali sullo svolgimento delle attività di controllo sul territorio, in vista di una pianificazione dei controlli concordata con la Polizia Stradale, che tenga conto delle criticità rilevate e sia orientata ad una sempre più efficace tutela della sicurezza degli utenti della strada. Tutela della sicurezza che, in vista dell’esodo estivo, è oggetto di particolare attenzione. Al fine del contrasto dei comportamenti pericolosi alla guida, le Amministrazioni Locali sono state quindi invitate a far pervenire la predisposizione delle proprie pianificazioni, che verranno poi recepite in una direttiva del Prefetto, e che devono essere orientate verso l’obiettivo comune di riduzione dell’incidentalità, in particolare dei sinistri con danni alle persone. Infine, si sottolinea come, durante l’incontro, vi è stata l’occasione di condividere alcune indicazioni sulla normativa vigente, nello specifico rispetto all’impiego dei dispositivi di controllo della velocità fissi e mobili.

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