martedì, 12 maggio 2026
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Giovani in fuga all’estero, l’allarme della Cna

Nel solo 2024 quasi 2.000 giovani tra i 18 e i 34 anni hanno lasciato la provincia di Treviso per trasferirsi all’estero. Uno su due è laureato. “Questi numeri non rappresentano una semplice statistica: raccontano un territorio che ogni anno perde competenze, energie e futuro”, dichiara Stefano Camarotto, presidente di Cna Unimpresa Treviso

Nel solo 2024 quasi 2.000 giovani tra i 18 e i 34 anni hanno lasciato la provincia di Treviso per trasferirsi all’estero. Nel 2011 erano stati 386: in tredici anni l’aumento è del 417 per cento.

Nel triennio 2022-2024 gli espatri dalla Marca hanno superato quota 11.700, con un tasso di 13,4 residenti ogni mille che lasciano il territorio. La provincia di Treviso risulta oggi terza in Italia per intensità dell’emigrazione giovanile e prima in Veneto per numero di iscritti all’Aire, l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, con 158.901 persone registrate al 31 dicembre 2023.

Secondo il Rapporto Cnel del dicembre 2025, il Veneto ha perso tra il 2011 e il 2024 capitale umano per un valore stimato di 14,8 miliardi di euro.

“Questi numeri non rappresentano una semplice statistica: raccontano un territorio che ogni anno perde competenze, energie e futuro”, dichiara Stefano Camarotto, presidente di Cna Unimpresa Treviso. “Quasi un giovane su due tra quelli che partono è laureato. È un impoverimento che colpisce insieme famiglie, imprese e comunità locali. Le aziende cercano figure tecniche e professionali sempre più difficili da reperire, mentre il territorio continua a perdere capitale umano qualificato. Non siamo davanti a un problema del futuro: è un’emergenza economica e sociale già in corso”

Nel dossier elaborato dall’associazione il tema dell’abitare viene indicato come uno dei principali fattori che spingono i giovani a lasciare il territorio. In provincia di Treviso gli affitti hanno superato i 13 euro al metro quadrato al mese, mentre nel capoluogo si arriva tra i 14 e i 16 euro.

Per un under 30 con uno stipendio netto di circa 1.400 euro mensili, un monolocale da 550 euro assorbe quasi metà del reddito ancora prima delle spese. Per un bilocale in zona centrale si supera invece il 70 per cento.

Cna evidenzia inoltre il paradosso di migliaia di alloggi pubblici sfitti in Veneto a fronte di una crescente difficoltà abitativa per gli under 35, mentre aumentano le locazioni turistiche brevi che riducono ulteriormente l’offerta residenziale.

“Il problema della casa e quello dell’emigrazione giovanile sono due facce della stessa medaglia», sottolinea Lucia De Bortoli, Presidente di Unimpresa Treviso. «Un giovane che non riesce a sostenere il costo di un affitto non può costruire qui il proprio progetto di vita e finisce inevitabilmente per andarsene. Se vogliamo trattenere talenti e competenze, l’accesso alla casa deve diventare una priorità di politica economica territoriale”.

Nel dossier trova spazio anche il confronto con gli altri Paesi europei, che negli ultimi anni hanno rafforzato gli incentivi fiscali per attrarre giovani qualificati. Spagna, Portogallo e Grecia prevedono regimi agevolati per lavoratori e professionisti provenienti dall’estero, mentre l’Italia nel 2024 ha ridotto le agevolazioni per il rientro dei lavoratori.

Accanto all’analisi, Cna Unimpresa Treviso propone un piano articolato in sei linee di intervento rivolte ai Comuni e alle istituzioni locali: recupero degli immobili sfitti da destinare ai giovani a canone calmierato; fondi rotativi per i depositi cauzionali; agevolazioni Imu per gli affitti concordati agli under 35; Tavoli permanenti Lavoro e Giovani; uno Sportello Unico dedicato; un Osservatorio provinciale sull’emigrazione giovanile.

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