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Ondate di calore e salute mentale: l’impatto sulle persone fragili
Con l’arrivo della stagione estiva e l’innalzamento delle temperature, l’attenzione alla salute e al benessere psicofisico diventa una priorità, in particolare per le fasce di popolazione più vulnerabili. In questo contesto il Centro di Salute Mentale (Csm) di San Donà di Piave fa il punto sull’attività assistenziale.
I dati assistenziali e sui nuovi accessi confermano un’attività particolarmente intensa e continuativa per i servizi. Nel corso del 2025, il Csm di San Donà di Piave ha assistito 2.339 utenti, a cui si aggiungono 58 pazienti provenienti da altre Ulss. La tendenza mantiene volumi importanti anche nei primi mesi dell’anno in corso, con ben 113 nuovi casi registrati solo nel primo trimestre del 2026.
A livello clinico, si segnala un incremento significativo degli accessi da parte dei giovani. Il dato riguarda ad esempio le diagnosi di Adhd (Disturbo da Deficit di Attenzione iperattività): nel 2025 sono stati rilevati 27 nuovi casi, di cui 13 provenienti dalla Neuropsichiatria Infantile, a testimonianza di una continuità assistenziale fondamentale per monitorare e supportare costantemente i soggetti coinvolti. Tra i fattori di rischio e di scompenso che incidono negativamente sulla salute mentale dei ragazzi (e non solo), gli specialisti evidenziano inoltre il generalizzato aumento del consumo di sostanze psicoattive, sebbene l’equipe ribadisca come ogni diagnosi e percorso terapeutico restino fortemente soggettivi.
“La stagione estiva porta con sé anche la sfida della gestione delle ondate di caldo. Sebbene sia fondamentale mantenere sempre distinti il piano del disagio transitorio da quello della patologia strutturata – spiega Anna Urbani, Direttrice della UOC di Psichiatria e del Dipartimento Salute Mentale Ulss 4 - è indubbio che le persone con disturbi psichici siano maggiormente esposte ad un impatto con il drastico cambiamento climatico di questi giorni. Le buone pratiche estive valide per l’intera popolazione, come una corretta idratazione, il movimento limitato alle ore più fresche e la tutela del sonno, assumono una maggiore rilevanza nei soggetti più fragili. Il mantenimento di ritmi regolari e il monitoraggio dei sintomi costituiscono le prime misure preventive contro gli scompensi legati allo stress termico”.
“Le patologie legate al disagio psichico non vanno mai sottovalutate e richiedono un’attenzione istituzionale e clinica costante – sottolinea il direttore generale Ulss4 Carlo Bramezza - Per la nostra Azienda sanitaria, la presa in carico globale del paziente non significa solo somministrare una terapia, ma attivare percorsi capaci di restituire dignità, promuovere l’autonomia e offrire un concreto sollievo sia agli utenti che alle loro famiglie”.



