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Sanità: Bizzarri, Ulss 2, presenta il “patto per la salute” dell’azienda sanitaria

Più attenzione ai percorsi di cura. Le sfide tra case di comunità, attrattività per il personale e Ia. I nuovi direttori delle Ulss del Veneto

Il nuovo direttore generale, Giancarlo Bizzarri, disegna l’Ulss 2 del futuro e presenta le ambiziose linee guida che, secondo il “patto per la salute” modulato dalla Regione Veneto, cambieranno le aziende sanitarie regionali nei prossimi anni.

Tra le priorità, il miglioramento del percorso di cura del paziente, l’abbattimento delle liste d’attesa e la riorganizzazione del lavoro, per diventare più attrattivi nei confronti del personale medico e sanitario, che continua a essere carente.

Primo obiettivo, con scadenza maggio 2026, il taglio del nastro delle case di comunità, pilastro della riforma territoriale. Nell’Ulss 2 ne erano previste 17, per oro ne saranno completate 16, mentre palazzo Moretti, a Treviso, è uscito dai finanziamenti del Pnrr e sarà terminato a spese dell’azienda sanitaria, si ipotizza entro fine anno. Tra le altre strutture, lo stato di avanzamento dei lavori è vario, e resta l’incognita personale, ma il dg le vuole funzionanti entro i termini, a costo di attuare in alcuni casi un “piano B”, utilizzando temporaneamente strutture già in dotazione all’Ulss, nell’attesa che terminino i cantieri.

Ad accompagnare la riforma avviata con le case di comunità, la telemedicina, per permettere di seguire i malati cronici in maniera capillare sul territorio, spostando “le professionalità oltre la posizione fisica degli specialisti”.

A beneficiare di una sanità più diffusa e presente sul territorio saranno tutti i cittadini, ma anche gli ospedali, che potranno dedicarsi a gestire le acuzie con meno accessi impropri al pronto soccorso.

Punto dolente della sanità pubblica, restano le liste d’attesa per le visite specialistiche: “Sarà necessario un confronto con i medici di medicina generale sull’appropriatezza delle prescrizioni - chiarisce Bizzarri -, e serviranno circa centocinquanta medici specialisti per far fronte alle richieste, medici che andranno anche a coprire il fabbisogno delle case di comunità. È necessario sviluppare la presa in carico, in modo tale che chi entra nel sistema rimanga al suo interno anche per i necessari controlli successivi, gestendo le problematiche dall’inizio alla fine”.

Per essere attrattivi e portare in azienda il personale necessario, il direttore offre una ricetta composita, fatta di attenzione alla conciliazione dei tempi di lavoro con i tempi di vita, di possibilità di crescita professionale e di istituire nuove reti di ricerca medico scientifica, legati agli ambiti più innovativi internazionali.

Tra le sfide, resta il cardine della prevenzione in una popolazione che invecchia e l’umanizzazione delle cure: “Dobbiamo, innanzitutto, chiarire che cosa si intenda in azienda con questo concetto, e migliorare i percorsi di cura, in modo tale che chi ha un problema di salute sia preso in carico da un team di specialisti che valutano il suo caso da tutti i punti di vista, accompagnato nel percorso di cura e non lasciato solo”.

Nel futuro della sanità c’è anche la diffusione di un uso capillare e strutturale dell’Intelligenza artificiale, che va gestito e governato, formando il personale e lavorando sui temi fondamentali della privacy e della sicurezza informatica.

Nel prossimo futuro, l’Ulss 2 affronterà anche la seconda fase di completamento della Cittadella della salute, dell’ospedale di Conegliano e del campus universitario.

Nei prossimi mesi, inoltre, il direttore incontrerà tutti gli operatori del sistema salute, dai medici di medicina generale al Terzo settore: “Con la riforma territoriale cambierà il modo di fare medicina, e di conseguenza anche i rapporti con il Terzo settore, che saranno rimodulati per essere sempre più al servizio delle persone”.

“Dobbiamo avere uno sguardo ampio e iniziare a programmare a 5-8 anni, tenendo sempre presente la sostenibilità economica pur ampliando i progetti”, ha concluso Bizzarri.

I direttori generali

Giancarlo Bizzarri è nato nel 1969, laureato in ingegneria civile. Viene dalla Liguria, dove è stato coordinatore dell’“Area Liguria salute dell’azienda Tutela salute Liguria”. Ha ricoperto significativi incarichi anche nell’ambito della formazione.

Tra gli altri direttori generali nominati da Alberto Stefani ci sono Massimo Zuin, per l’Ulss 3 (nuovo). Già direttore dei Servizi sociosanitari dell’Ulss Serenissima, della quale prende la guida. Laureato in scienze politiche, è stato componente del Tavolo permanente sul tema dell’amministratore di sostegno. È anche docente al Master di secondo livello in “Architettura e Salute” allo Iuav di Venezia.

Carlo Bramezza è il nuovo direttore dell’Ulss 4. Nato nel 1967, ha ricoperto vari incarichi dirigenziali in diverse Ulss. È stato direttore generale dell’Ulss 4 Veneto Orientale, alla quale ritorna. Successivamente ha diretto l’Ulss 7 Pedemontana, dalla quale proviene.

Patrizia Benini è la nuova direttrice dell’Ulss 6. Laureata in Medicina e Chirurgia. Nata nel 1959, ha conseguito, tra l’altro, il Master di primo livello all’Università di Padova. Nella precedente tornata ha ricoperto l’incarico di direttrice generale dell’Ulss 9 Scaligera.

Patrizia Simionato è la nuova direttrice dello Iov di Castelfranco, mentre Paolo Fattori, assume l’incarico di direttore generale di Azienda Zero.

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