domenica, 05 luglio 2026
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Adolescenti e sport: presentato a Treviso uno studio sugli “abbandoni”

Dalla ricerca dell’Osservatorio Valore Sport, presentata in questi giorni in occasione dello Sport business forum 2026, emerge che i ragazzi smettono di fare sport sempre prima: non più a 16 anni, come si osservava fino a poco tempo fa, ma a 11

Gli adolescenti italiani smettono di fare sport sempre prima. Non più a 16 anni, come si osservava fino a qualche tempo fa, ma già a 11. È questo il dato più allarmante emerso dalla ricerca dell’osservatorio Valore sport, presentata il 5 giugno scorso a Treviso in occasione dello Sport business forum 2026, rassegna dedicata al rapporto tra sport, sistema produttivo, politiche territoriali e sviluppo sociale ideata e promossa da Confindustria Belluno Dolomiti e Confindustria Veneto Est con il Gruppo Nem - Nord est multimedia e il contributo della Regione del Veneto e della Camera di Commercio Treviso-Belluno Dolomiti.

I numeri, elaborati da Teha Group su dati Istat 2025, delineano una curva in discesa preoccupante: nel 2024 pratica sport il 75% dei ragazzi tra gli 11 e i 14 anni, quota che scende al 66% nella fascia 15-17 anni e al 56% tra i 18 e i 19 anni. Specularmente, il tasso di abbandono cresce: 9% tra gli 11 e i 14 anni, 16% tra i 15 e i 17 anni, fino al 28% nella fascia 18-19 anni.

“I dati fotografano una frattura precoce - ha spiegato Fulvio Matteoni, partner dell’osservatorio Valore sport, durante la presentazione -. Proprio negli anni in cui lo sport dovrebbe consolidarsi come abitudine stabile, strumento educativo e presidio di salute, una parte crescente dei ragazzi si allontana dalla pratica sportiva. Il fenomeno non riguarda quindi soltanto il mondo dello sport, ma intercetta un tema più ampio di crescita, socialità, benessere psicofisico e qualità della vita delle nuove generazioni”. Parole che risuonano con forza anche per chi opera nella pastorale giovanile, negli oratorio ed in generale nell’educazione: lo sport, da sempre considerato palestra di valori oltre che di corpo, rischia di perdere proprio il suo pubblico più prezioso nel momento più delicato della formazione della persona.

Secondo l’Osservatorio, le cause dell’abbandono ruotano attorno a cinque ambiti che circondano l’adolescente: famiglia, scuola, allenatore, centro sportivo e quartiere. Non mancano tanto gli impianti, quanto quella che i ricercatori chiamano accessibilità “soft”: la capacità di rendere lo sport desiderabile, sostenibile e compatibile con la vita quotidiana dei ragazzi.

Il quadro generale, tuttavia, non è privo di segnali incoraggianti. La sedentarietà in Italia è in calo: la quota di popolazione che non pratica alcuna attività fisica è passata dal 40% del 2015 al 32,8% del 2024, con 4,7 milioni di persone in meno nell’arco di dieci anni.

In questo contesto, il Veneto si distingue come uno dei territori più virtuosi: terza regione meno sedentaria d’Italia, con una quota di popolazione inattiva pari al 21,3%, e seconda nell’indice territoriale di Accessibilità allo sport elaborato da Teha, con un punteggio di 76,4 su 100. Proprio per questo, il fenomeno del drop-out adolescenziale assume qui un significato ancora più forte: segnala che anche nei contesti più avanzati occorre lavorare perché la propensione allo sport si traduca in continuità, inclusione e cultura del movimento.

La giornata di apertura dello Sport business forum, ospitata a palazzo Giacomelli, ha offerto anche una ricca serie di incontri con protagonisti del mondo sportivo e imprenditoriale. Sul fronte dell’industria dello sport si sono confrontati Alessio Cremonese, presidente esecutivo di Mvc Group e presidente di Assosport, Sandro Parisotto, presidente di Scarpa, e Gianluca Pavanello, amministratore delegato di Macron. Riccardo Pittis, storico campione di basket e oggi speaker motivazionale, ha raccontato il proprio percorso umano oltre che sportivo. La campionessa olimpica di pattinaggio di velocità Francesca Lollobrigida ha affrontato il tema della parità di genere, mentre Agata Isabella Centasso, giocatrice del Venezia calcio 1985, ha portato la propria testimonianza nell’ambito del progetto Equal play contro la violenza di genere. Il commissario tecnico della nazionale italiana di pallacanestro, Luca Banchi, ha parlato del mercato globale del talento nel basket, e Fortunato Ortombina, sovrintendente del Teatro alla Scala di Milano, ha dialogato con Nicola Rosin, amministratore delegato di Colnago, sul rapporto tra cultura, musica e ciclismo.

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