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A Silea il consiglio “delle donne”

Con dieci donne su diciassette componenti, il Consiglio comunale di Silea ha ora una maggioranza femminile. Ma la rappresentanza non si misura soltanto contando le presenze: conta anche la possibilità di partecipare alle decisioni e di conciliare l’incarico pubblico con il lavoro e la vita familiare
29/10/2026

Con dieci donne su diciassette componenti, il Consiglio comunale di Silea ha ora una maggioranza femminile. Ma la rappresentanza non si misura soltanto contando le presenze: conta anche la possibilità di partecipare alle decisioni e di conciliare l’incarico pubblico con il lavoro e la vita familiare.

La composizione del Consiglio è cambiata nella seduta di lunedì 5 ottobre, con l’ingresso di Elena Conte, subentrata al dimissionario Andrea Cogo, tra le file della lista di minoranza «Silea nel cuore». Le consigliere sono cinque nella maggioranza “SileaOggi”, tre in “Silea nel cuore” e due in “sìAmo Silea”. Anche la Giunta comunale presenta una prevalenza femminile: quattro donne su sei componenti, tra cui la sindaca Angela Trevisin, la vicesindaca Ylenia Canzian e le assessore Giulia Lauro e Sabrina Righi.

Per Silea, però, non si tratta di una novità assoluta. Già nel 2023, durante il mandato della sindaca Rossella Cendron, la Giunta contava tre donne su cinque componenti.

“A Silea le donne nelle istituzioni non sono un’eccezione”, afferma Trevisin, ricordando che quella attuale è la terza Amministrazione consecutiva guidata da una sindaca. A favorire la partecipazione è anche il tessuto sociale di Silea, dove associazioni, volontariato, sport, scuola e parrocchie offrono alle donne l’occasione di impegnarsi all’interno della comunità.

La sola presenza nell’assemblea, tuttavia, non basta. “La prima condizione è che la conciliazione smetta di essere considerata un problema solo delle donne”, sottolinea la sindaca. C’è poi la questione del tempo: consigli, commissioni e incontri si svolgono spesso la sera e chi amministra deve conciliare l’incarico sia con il lavoro sia con le responsabilità familiari. “La difficoltà vera è che il lavoro di cura, dai figli ai genitori anziani, ricade ancora in gran parte sulle donne”.

Per Trevisin, la soluzione passa attraverso la corresponsabilità in famiglia, nel lavoro e nella comunità, oltre che attraverso orari e servizi. “Quando i pesi sono condivisi, l’impegno pubblico smette di essere una rinuncia e diventa una possibilità per tutte e per tutti”, aggiunge. Alle giovani donne che aspirano a entrare nella politica locale, il consiglio di Trevisin è quello di partire dalla propria comunità, senza aspettare di sentirsi pronte: associazioni, volontariato e Consulta Giovani rappresentano delle opportunità concrete per imparare ad ascoltare e prendere decisioni insieme.

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