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Paese: nella casa di Gianni Simon, l’orologiaio “maestro del tempo”

Già dipendente di varie ditte, tra cui la Simmel di Castagnole, una volta in pensione si è dedicato all’orto e a questa passione nello scantinato di casa, trasformato in un piccolo laboratorio. Le sue opere hanno poi animato i mercatini dell’antiquariato di mezzo Veneto e Friuli
30/10/2026

Il tempo è un bene prezioso: non va sprecato, ma vissuto fino in fondo e, almeno in parte, donato agli altri. Giampaolo Simon, per tutti Gianni, 93 anni, di Paese, sembra aver fatto di questa certezza la sua ragione di vita. La sua casa è tappezzata di orologi: creazioni dalle forme e decorazioni più diverse, nate dal legno, da materiali recuperati e da oggetti d’altri tempi.

Varcare la soglia della sua abitazione di via Berto Rossato significa entrare in un mondo cullato dal ticchettio delle sue opere. Stanze, anfratti, scale e corridoi, perfino la lavanderia e il locale caldaia, custodiscono ovunque la pazienza e l’abilità delle sue mani. Per il nostro mastro orologiaio costruire un orologio non significa soltanto misurare il tempo, ma donargli stile, memoria e valore. Già dipendente di varie ditte, tra cui la Simmel di Castagnole, una volta in pensione si è dedicato all’orto e a questa passione nello scantinato di casa, trasformato in un piccolo laboratorio. Le sue opere hanno poi animato i mercatini dell’antiquariato di mezzo Veneto e Friuli. Ha dato nuova vita perfino a un tagliere da polenta del 1880, appartenuto alla famiglia Dal Mas di Summaga di Portogruaro: la numerosa famiglia di sua madre Adele, moglie di Angelo. Sono diventati orologi anche padelle, ruote di carri, quadri d’autore e altri manufatti nati dalla sua fantasia, tutti rigorosamente firmati.

Sul banco di lavoro si affollano ancora cifre, lancette, legnetti, vecchi long playing e minuti oggetti di metallo che a occhi inesperti paiono insignificanti, ma che nelle sue mani tornano a vivere. Molti orologi sono stati donati ad amici, conoscenti e personaggi pubblici, come narrano le fotografie appese alle pareti di casa accanto a quelle di papa Francesco e alle immagini religiose. Una sua creazione è stata offerta alla parrocchia di Paese per il Giubileo del 2000; recentemente, inoltre, i suoi orologi hanno ispirato un’omelia durante una celebrazione con i gruppi giovanili.

Originario di San Nazario, nel Vicentino, Gianni ha condiviso la vita con Rosina De Lucca, che gli ha donato Carmen e Mauro; oggi è nonno di tre nipoti e bisnonno di due pronipoti. Dopo la perdita della moglie, ha accolto in casa Yawawi Mawuna, una premurosa signora del Togo che si prende cura di lui e dell’abitazione. “Il suo nome significa Nata di giovedì come dono di Dio”. Simon è tuttora socio dell’Associazione Lagunari di Treviso.

Il tempo porta con sé ricordi ed eventi e, intrecciando vicende personali e collettive, li trasforma in storia da affidare alle nuove generazioni. La piccola, preziosa storia dell’estro di Gianni rivive nelle fotografie dell’album di famiglia. Gli anni passano, ma lui continua ad affrontarli con energia, quasi che il suo orologio interiore non volesse mai fermarsi. Forse il segreto di una lunga vita è proprio questo: seguire il tempo che avanza instancabile, continuare a sognare progetti e realizzarli con serenità. (Mariano Berti)

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