Quello italiano è stato un “cammino esemplare della nascita di una democrazia”. Lo ha spiegato, recentemente,...
Il giovane e l’insegnante: esempi di vera comunità
La parola comunità ha radice antica. Il latino rimando alla congiunzione cum “insieme” e al sostantivo munus “dono”, “premio”: quindi condividere un dono, un premio, un incarico, e nell’accezione che abbiamo della parola comunità, anche il compito di contribuire alla vita comune, alimentando legami di appartenenza reciproca e prendendosi cura degli altri.
Davide Cavallo (in foto), 22 anni, rapinato, aggredito e accoltellato, per 50 euro, il 12 ottobre a Milano, con una lesione al midollo, ha incontrato di recente i suoi aggressori al processo, due dei quali condannati a 20 anni. Si è avvicinato e li ha abbracciati. L’abbraccio del perdono e della compassione: “Vedere un coetaneo perdere in un attimo vent’anni di vita, più di quanto ne abbia vissuti, mette i brividi. Non è buonismo, ma non la voglio dare vinta a quello che è successo quel giorno”. In Emilia, due docenti di un Itis di Parma vengono aggrediti da alcuni studenti. Uno in particolare viene preso a cinghiate per aver difeso il collega, il tutto come consuetudine ormai ripreso tramite telefonini e postato in rete. I docenti interessati decidono di non sporgere denuncia. “Non si è trattato di un’aggressione, non è andata come le immagini mostrano. E comunque non denuncio, perché io sono un educatore”. Si è aperto il dibattito. In alcuni, anche autorevoli commenti, ho trovato una mancanza di rispetto nel criticare le scelte profonde dei protagonisti. In altri sono stati approfonditi i temi dei giovani di oggi, la mancanza di relazione, la solitudine, il ruolo della scuola, il peso dei docenti. A me è invece tornato in mente un mio vecchio professore del liceo: cum- munus. Perché munus, spiegava, non è solo premio e dono: in latino ha anche un’altra eccezione, può significare dovere, pegno, tassa, tributo. Ecco due esempi veri di essere comunità, sociale ed educante. Dove il ruolo di vittima, aggredito, insegnante, diventa secondario rispetto a quello di portare il peso e la responsabilità di tutti. Perché è portare il peso che ci rende più forti nel donare.



