Purtroppo, questi sono anni calamitosi, nei quali più di qualche potenza e gruppo armato sono animati...
Fine vita: il Consiglio regionale approva la legge
Il Consiglio regionale del Veneto, dopo due giorni di discussione, ha approvato mercoledì 2 settembre, con 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astenuti, il progetto di legge d’iniziativa popolare n. 1 sulle procedure di assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito, relatore, il presidente della Quinta commissione consiliare, Manuela Lanzarin (Lega-LV).
I lavori d’aula erano stati sospesi martedì, nel tardo pomeriggio e sono ripresi stamattina con la conclusione della discussione generale e l’esame degli emendamenti. La legge era stata rinviata in Commissione nella seduta del 16 gennaio 2024 della scorsa legislatura, dopo il mancato via libera ai primi articoli, è stata ripresentata in quella attuale e ha superato, con modifiche, il nuovo esame dell’assemblea legislativa. Gli emendamenti hanno tenuto conto dei rilievi della Corte costituzionale e di ulteriori proposte dell’esecutivo veneto.
Tra i favorevoli, gran parte dei gruppi di Lega e Stefani Presidente e tutto il centrosinistra, dal Pd alle altre liste. Contrari i 9 consiglieri di Fratelli d’Italia, i consiglieri della lista Szumski resistere Veneto. Alcuni consiglieri di Lega e Forza Italia si sono astenuti o hanno votato contro.
Stefani: “Vita tutelata”
“Nulla è più importante della dignità della vita umana, che va tutelata sempre e con tutti i mezzi necessari. Per questo, in accordo con tutte le forze di maggioranza, ho lavorato alla stesura e successiva approvazione di una serie di emendamenti che modificano sostanzialmente il testo della legge di iniziativa popolare nel senso del favor vitae e permetteranno di approvarla, nel quadro delle sentenze della Corte Costituzionale su questo tema, che sono già in vigore”. Lo dichiara il Presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, a seguito del voto in Consiglio regionale.
“Il mio obiettivo è semplice e ringrazio le forze di maggioranza per averlo compreso e sostenuto: assicurare a tutti i veneti la possibilità di accedere alle cure palliative, fare in modo che prima di ogni decisione siano chiari i pareri di professionisti ed esperti in bioetica, tutelare la volontarieta’ del medico che assiste - spiega Stefani - Questo tema non ha bisogno di tifosi, ma di scelte ponderate, di serietà e di competenza. Nello specifico - insiste - gli emendamenti prevedono l’introduzione del parere rafforzato del palliativista in seno alla Commissione che deve esprimersi sulle richieste di suicidio medicalmente assistito. L’istituzione di un Comitato Bioetico Regionale, nominato dalla Giunta, che darà le linee ai comitati bioetici di pratica clinica territoriale nel dirimere le valutazioni. La priorità alle cure palliative e obbligo di informazione della possibilità di avvalersi delle stesse, nel momento della richiesta di suicidio medicalmente assistito”.
Zaia: “Atto di responsabilità”
“L’approvazione della legge sul fine vita rappresenta un risultato importante e un atto di responsabilità del Consiglio regionale del Veneto. È stata una discussione complessa e profonda, che ha coinvolto le coscienze prima ancora delle appartenenze politiche. Oggi il Parlamento dei Veneti ha scelto di non voltarsi dall’altra parte e di dare una risposta concreta a persone che vivono condizioni di sofferenza estrema. Personalmente sono orgoglioso di una politica regionale che, su un tema così delicato, ha saputo mostrare il volto migliore delle istituzioni: ascoltare, approfondire, confrontarsi con serietà e, infine, assumersi fino in fondo la responsabilità di decidere e di indicare una strada”. Così il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, commenta l’approvazione da parte dell’Assemblea legislativa della proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito.
“Voglio ringraziare tutti i consiglieri regionali - prosegue Zaia - chi ha votato a favore, chi si è espresso contro e chi ha manifestato dubbi o sensibilità differenti. Oltre dieci ore di dibattito, precedute da mesi di studio e approfondimento, hanno dato vita a un confronto serio, rispettoso e di alto livello. Su un tema così delicato, anche la capacità di ascoltare le ragioni degli altri rappresenta un patrimonio per l’istituzione. Il mio ringraziamento non può che andare anche ai cittadini e alle associazioni che da posizioni diverse hanno arricchito proposte e discussione”.
“Voglio sottolineare che oggi abbiamo approvato una legge per i pazienti e per le loro famiglie, ma anche per i medici e per tutti gli operatori sanitari - aggiunge il Presidente -. Da molto tempo ripeto che sono anche loro a trovarsi ogni giorno davanti a situazioni umane e professionali di straordinaria complessità, spesso in quell’area di confine nella quale medicina, sofferenza, volontà del paziente ed etica si incontrano. Da oggi abbiamo dato anche a loro uno strumento in più, un quadro più chiaro entro il quale affrontare decisioni difficilissime senza essere lasciati soli”.
“Lo abbiamo detto fin dall’inizio - ricorda Zaia -: questa legge non introduce il fine vita e non crea un diritto nuovo. Il perimetro è stato tracciato dalla Corte costituzionale. Il Veneto ha scelto di fare la propria parte, organizzando meglio le procedure ed esercitando pienamente i doveri che spettano a un’istituzione che ha la responsabilità della sanità pubblica”.
Borgia: “Convintamente contrari, a livello politico, culturale e di principio”
“In Aula abbiamo votato convintamente contro il progetto di legge sul suicidio medicalmente assistito. La nostra contrarietà è politica, culturale e di principio: riteniamo che davanti alla sofferenza e alla fragilità la prima risposta delle istituzioni debba essere quella della cura, dell’assistenza e dell’accompagnamento”. Lo dichiara Claudio Borgia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale del Veneto, al termine dell’esame del progetto di legge.
“C’è anzitutto un elemento che va chiarito, - sottolinea Borgia - soprattutto dopo la narrazione alla quale abbiamo assistito in queste ore: questa legge non introduce un nuovo diritto e non potrebbe farlo. La Corte costituzionale ha tracciato con chiarezza il perimetro entro il quale può muoversi una Regione: può intervenire esclusivamente sugli aspetti organizzativi e procedurali del servizio sanitario rispetto a una situazione già esistente nell’ordinamento, ma non può creare nuovi diritti, stabilire autonomamente i requisiti sostanziali di accesso o modificare quelli individuati dalla giurisprudenza costituzionale”.
“Per questo raccontare il voto di oggi come una battaglia tra chi avrebbe voluto riconoscere un diritto e chi avrebbe voluto negarlo è semplicemente fuorviante. Il Consiglio regionale non era chiamato a decidere sull’esistenza del suicidio medicalmente assistito. Questa è una norma procedurale, - continua Borgia - che può soltanto regolare, nei limiti delle competenze regionali, quanto già previsto dall’ordinamento. Presentarla come una conquista di nuovi diritti significa attribuirle un significato che la stessa giurisprudenza costituzionale le impedisce di avere”.
“Va inoltre ricordato – specifica Borgia - che il testo arrivato al voto è profondamente diverso da quello originariamente presentato. Gli emendamenti della Giunta ne hanno modificato in maniera sostanziale diversi passaggi e, soprattutto, ne hanno cambiato profondamente lo spirito. È un dato politico che non può essere nascosto: senza quelle modifiche ci saremmo trovati davanti a un provvedimento ancora più distante dalla nostra visione e privo di garanzie che abbiamo ritenuto irrinunciabili”.
Manildo: “Noi determinanti”
“L’approvazione della legge sul fine vita segna un vero e proprio salto di civiltà per il Veneto. Si tratta di un fatto politico di straordinaria importanza. Un risultato che porta in calce, in modo chiaro e inconfutabile, l’impronta del Partito Democratico e dell’intero centrosinistra. I numeri infatti dicono che senza il nostro contributo determinante non sarebbe stata possibile questa approvazione, viste le numerose resistenze nel centrodestra”. A dirlo è Giovanni Manildo, capogruppo del Partito Democratico e presidente dell’Intergruppo dell’opposizione di centrosinistra in Consiglio regionale del Veneto.
“Non solo: la definizione del testo varato ha visto da parte nostra un lavoro incessante, durato settimane, fatto di approfondimenti tecnici, confronti e di un intenso lavoro di interlocuzione con la Giunta e con quella parte della maggioranza alla quale va riconosciuto il merito di aver imboccato quella via progressista che in questa materia non vede altrettanta apertura delle forze di centrodestra a livello nazionale. Un impegno fondamentale il nostro, - sottolinea Manildo - per assicurare un impianto di legge rispettoso delle indicazioni della Corte costituzionale, garantendo allo stesso tempo, a chi ne fa richiesta, il diritto all’autodeterminazione, senza ostacoli”.
“Mentre nel centrodestra permangono le chiusure – conclude il capogruppo dem –, in Veneto il centrosinistra ha dimostrato centralità, maturità e capacità di costruire ponti per incidere concretamente sulle scelte decisive per il futuro della nostra regione. Oggi, il Veneto compie un fondamentale, storico passo in avanti verso una comunità più democratica, umana e attenta ai diritti di ogni singola persona”.



