venerdì, 04 settembre 2026
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Confcommercio: un report indica le problematiche del settore terziario a Treviso

Tra le criticità maggiori quelle legate all’energia e al clima

L’Unione provinciale Confcommercio di Treviso e Banca Prealpi SanBiagio hanno presentato, giovedì 3 settembre, in collaborazione con Format research, un report dell’Osservatorio congiunturale basato su dati raccolti da 800 imprese nella prima metà del 2026 che espone alcune delle criticità del settore terziario trevigiano.

In primis, nonostante la fiducia nella propria attività resti stabile, cala quella nei confronti della situazione generale. Nell’indice questa voce scende di otto punti, arrivando a 25, mentre i ricavi calano a 44 e l’occupazione sale invece a 47.

Il caro dell’energia sembra, però, essere il problema più sentito: più del 65% delle imprese segnala un rincaro dei costi delle materie prime energetiche, che si attesta mediamente al 20%, e circa il 58% sostiene che ciò abbia inficiato sui ricavi della loro azienda. Per far fronte a ciò il 25% ha cambiato fornitore, mentre quasi la metà ha ricevuto proposte riguardo al cambiamento del contratto, il 26% delle volte a carattere negativo. Tuttavia, è da segnalare il fatto che il 78% delle imprese non faccia parte di alcuna convenzione in questo campo, anche se 30,5% è interessato. Per esempio, solo il 4,9% aderisce a comunità energetiche rinnovabili.

Cala di 4 punti la capacità di far fronte al proprio fabbisogno finanziario, mentre sale al 23% la percentuale delle aziende che ha richiesto finanziamenti (il 77% delle quali è stato accontentato).

Sul fronte di logistica, trasporti e del magazzinaggio, il 63,2% delle imprese lamenta un aumento dei prezzi in questo campo, che si attesta attorno al 18%. Per di più, il 34% ha segnalato difficoltà di reperimento dai loro fornitori. A impattare in particolar modo sulle aziende è, invece, il costo del carburante, come segnala il 58%.

Infine, il cambiamento climatico è un ultimo ostacolo per il terziario trevigiano: nonostante il 37,6% non segnali problematiche correlate, il 40,2% nota un aumento delle spese pe la climatizzazione, il 27,6% un rincaro dei costi di gestione e il 19% cambiamento nelle abitudini di consumo. Addirittura, il 7,5% sente la necessità di cambiare gli orari per lavorare in condizioni sopportabili. Come fa notare Giovanni Profumo, vice commissario Unione provinciale Confcommercio, queste criticità andranno alla fine a impattare sui prezzi dei prodotti e quindi sulla vita di tutte le famiglie. Infatti Confcommercio nazionale ha già richiesto allo Stato interventi su questo fronte.

Infine, Francesco Piccin, capoarea di Banca PreAlpi SanBiagio, sottolinea il dato delle imprese che hanno fatto ricorso al credito e la percentuale di richieste accolte integralmente, a conferma di un rapporto tra sistema bancario e imprese che continua a rappresentare un elemento importante per sostenere l’attività economica anche nelle fasi di maggiore incertezza.

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