Purtroppo, questi sono anni calamitosi, nei quali più di qualche potenza e gruppo armato sono animati...
Dalla croce, concordia e misericordia: a San Zenone il via alle feste del Divin Crocifisso
“Ricordo, concordia e misericordia”: sono le tre parole con cui monsignor Giuseppe Rizzo, già vicario generale della diocesi di Treviso, ha scelto di commentare l’apertura delle feste del Divin Crocifisso a San Zenone degli Ezzelini. Un richiamo alla comune etimologia, la parola latina “cor, cordis”, che significa appunto cuore.
In una chiesa gremita di fedeli, il 5 settembre 2026, ha fatto appello al cuore delle persone. Il Crocifisso invita a prendere la propria croce e, prendendo esempio da Cristo, a ricordarsi anche del prossimo, con un atteggiamento di concordia, fraternità e misericordia. “La croce di Cristo è la somma delle nostre croci”.
Ha ricordato il pellegrinaggio fatto da Giovanni Paolo II nel 1993, il 7 settembre, in Lituania, alla Collina delle Croci. Di buon mattino il Papa si recò in adorazione a quel luogo di sofferenza. “Oggi San Zenone diventa la Collina delle Croci - ha aggiunto Rizzo -: sotto di essa, come sotto la croce, si raccoglie il pianto di Maria, di Giovanni e di Maria Maddalena e la richiesta di perdono del ladrone e del centurione. La nostra civiltà europea nasce proprio dalla scoperta cristiana del perdono”.
Al termine della liturgia, il Crocifisso incoronato è stato posto su un baldacchino e portato in processione per il paese assieme alla santa reliquia della Croce. Al termine, don Paolo Cecchetto, parroco di San Zenone, ha invitato a partecipare ai tanti appuntamenti di preghiera che ci saranno fino al 13 settembre, quando monsignor Michele Tomasi, vescovo di Treviso, presiederà alle 10.30 la santa messa a conclusione delle festività. (Mariano Montagnin)



